Che cos’ è l’ascesso perianale?

E’ una raccolta di pus che interessa la cute e il tessuto sottocutaneo in prossimità dell’ano.

Che cos’ è la fistola anale?

E’ un piccolo tunnel che mette in comunicazione la cute attorno all’ano con il canale anale, caratterizzato da un orifizio all’interno del canale anale e da un orifizio all’ esterno attraverso il quale fuoriesce il pus.

Come si cura l'ascesso?

Attraverso un’incisione della cute sovrastante l’ascesso, in modo da permettere la fuoriuscita del pus.

Perché si formano gli ascessi?

Nella maggior parte dei casi per un’infezione batterica delle ghiandole poste all’interno del canale anale.

Quali disturbi comportano l’ascesso perianale e la fistola?

L’ascesso provoca dolore pulsante a livello ano-perianale, sede del "gonfiore", accompagnato a volte da febbre e malessere generale. La fistola molto spesso provoca secrezione, bruciore e prurito anale.

E’ vero che esistono diversi tipi di fistola?

Si, alcune sono rettilinee, altre tortuose e con diramazioni. Alcune attraversano in sede alta gli sfinteri e altre addirittura possono coinvolgere sia la porzione destra che quella sinistra dell’ano, assumendo la forma di un ferro di cavallo.

Qual è la terapia della fistola?

L’intervento chirurgico. A volte è necessario effettuarlo in più tempi.

E’ vero che le fistole in un certo numero di casi si riformano?

Il trattamento chirurgico corretto, effettuato da proctologi esperti, riduce notevolmente il rischio che la fistola si riformi.

Che tipo di anestesia viene fatto nell’intervento per ascesso o fistola?

E' possibile effettuare questi interventi sia in anestesia locale, loco-regionale (spinale) che generale. La scelta, dopo la valutazione dell’anestesista, dipenderà da vari fattori tra i quali anche la preferenza del paziente.

Quanto tempo occorre per guarire completamente da una fistola?

Dai 30 ai 120 giorni dall’intervento a secondo del tipo di fistola. Nella maggior parte dei casi occorrono circa 45-60 giorni.

Perché occorre tanto tempo per guarire?

Dipende molto dal fatto che la regione anale, essendo molto contaminata da batteri, non consente una cicatrizzazione rapida della ferita chirurgica. Inoltre, bisogna anche considerare che in alcuni casi occorre effettuare l’intervento in più tempi, a distanza di almeno 1 mese, per rispettare al massimo la funzione degli sfinteri anali.

Dopo quanto tempo è possibile riprendere il lavoro?

Come per qualsiasi intervento chirurgico proctologico dipende dal tipo di lavoro che si svolge. I lavaggi frequenti e l’utilizzo di garze atte ad assorbire le secrezioni nelle settimane successive all’intervento, in taluni casi possono costituire un ostacolo alla ripresa precoce dell’attività.

Quali rischi comporta l’intervento chirurgico?

I rischi generici dell’anestesia e quelli legati al possibile danno degli sfinteri tali da ridurre la continenza ai gas o addirittura alle feci.

A che cosa serve l’ "elastico" o il "filo" che, a volte, viene messo nella fistola?

Il filo o l’elastico che viene posizionato nella fistola serve per drenare le secrezioni e per formare una "fibrosi" nel tratto di sfintere attraversato dalla fistola. La fibrosi è molto importante ai fini della successiva asportazione della fistola.

Quali esami solitamente possono essere fatti prima dell’intervento?

Oltre naturalmente alla visita specialistica proctologica con ano-proctoscopia, in un discreto numero di casi il paziente, pre-operatoriamente, viene sottoposto a colonscopia (per escludere malattie del colon concomitanti), ad ecografia transanale con sonda rotante a 360° e/o a manometria ano-rettale.

L’intervento può essere fatto in regime ambulatoriale o di day-hospital?

Certamente, nella maggior parte dei casi. Comunque tale evenienza dipende anche da fattori organizzativi che devono essere tali da consentire condizioni di sicurezza al paziente nel caso, pur raro, in cui insorga emorragia post-operatoria.

L’intervento per fistola anale è molto doloroso?

Contrariamente a quanto si pensa, l’intervento per fistola anale è poco doloroso. In molti casi non occorre alcun analgesico nei giorni successivi all’intervento.

Sono necessari controlli proctologici dopo l’intervento?

Certamente, per poter verificare e modulare il processo di cicatrizzazione e quindi consentire maggiori possibilità di successo all’intervento. E’ fondamentale che il paziente sia seguito dal proctologo che ha eseguito l’intervento. Informazioni post-operatorie Effettuare lavaggi frequenti con acqua tiepida; Sostituire spesso la medicazione per rimuovere le secrezioni presenti durante il periodo di guarigione; Si possono verificare piccole perdite ematiche e lievi rialzi termici nei giorni successivi all’intervento senza che ciò costituisca motivo di preoccupazione.