Che cos’è la ragade anale?

La ragade anale è una piccola ulcera del canale anale.

Perché si forma la ragade?

Spesso il motivo per cui si forma è sconosciuto; in alcuni casi è conseguente al passaggio di feci dure o, al contrario, ad episodi diarroici.La ragade, sovente, è associata alle emorroidi e può insorgere in periodi di stress emotivo.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo predominante della ragade è il dolore anale che inizia dopo la defecazione e si protrae a volte per molte ore. In caso di ripetute evacuazioni  durante la giornata, il dolore anale assume carattere pressoché costante. A volte, oltre al dolore, vi è una piccola perdita di sangue rosso vivo.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi viene fatta dallo specialista proctologo attraverso la visita.Solo in alcuni casi è necessario ricorrere ad esami più invasivi e dolorosi prima del trattamento.

Cos’è il polipo sentinella?

Il polipo sentinella è una formazione rotondeggiante dal diametro medio di un centimetro che si trova nel canale anale in prossimità della ragade.Esso è di natura benigna ed è espressione di fenomeni infiammatori di lunga durata dell'ano. Il polipo sentinella accompagna solitamente la ragade cronica.

La ragade anale può degenerare?

La ragade anale non degenera. E’ comunque molto importante distinguerla da altre patologie decisamente più pericolose (ulcera luetica, carcinoma anale, malattie infiammatorie dell’intestino). A volte dalla ragade può originare una fistola anale.

Come si cura?

La ragade anale, se di insorgenza recente, (normalmente meno di un mese) quindi acuta, può guarire con terapia medica; se invece è di insorgenza più remota, quindi cronica, necessita molto spesso di un trattamento chirurgico. Per capire se la ragade può guarire con la terapia medica o con quella chirurgica, occorre tener conto di diversi fattori: epoca di insorgenza dei sintomi, caratteristiche del fondo e dei margini dell’ulcerazione, entità dello spasmo degli sfinteri .

In cosa consiste l’intervento chirurgico?

L’intervento chirurgico, nella maggior parte dei casi, ha come obiettivo principale la risoluzione  dello spasmo degli  sfinteri anali e l’escissione della ragade. La contrattura  dello sfintere è pressoché costante nella ragade anale ed è la maggiore responsabile del dolore.

Si soffre molto dopo l’intervento?

Generalmente no; già nelle ore successive il dolore si attenua o addirittura sparisce, consentendo una normale defecazione.

È’ possibile effettuare l’intervento ambulatorialmente?

Certamente, dipende esclusivamente da fattori organizzativi legati al paziente o al proctologo. L’attività lavorativa può essere ripresa anche dopo poche ore dall’intervento.

Quali possono essere le complicanze dell’intervento?

La complicanza, fortunatamente rarissima in mani esperte, è l’incontinenza. Essendo la cura chirurgica fondamentalmente rivolta a risolvere lo spasmo sfinteriale, occorre “dosare con perizia” l’entità della dilatazione o della sezione sfinteriale, per non incorrere in questa temibile complicanza.

Che tipo di cure fare nei giorni successivi all’intervento?

In alcuni casi nessuna, in altri casi dei semplici lavaggi tiepido-caldi e il posizionamento, per 2/3 settimane, di una piccola garza adiacente all’ano per raccogliere possibili secrezioni.

In cosa consiste la terapia domiciliare con i dilatatori?

La terapia con il dilatatore consiste nell’introduzione di appositi strumenti medicali nell’ano, mantenuti in sede per alcuni minuti, con frequenza pressoché giornaliera per 1-2 mesi.La dilatazione modulata degli sfinteri che si ottiene con questa metodica, se tollerata, consente la guarigione della ragade in numerosi pazienti.

La ragade può recidivare?

E’ possibile che la ragade anale si riformi, soprattutto in quei soggetti con spiccata tendenza all’ipertono sfinterico (spasmo). È’ per questo motivo che risulta fondamentale un periodico controllo specialistico proctologico. Informazioni post-operatorie     Effettuare lavaggi frequenti con acqua tiepida.  Sostituire spesso la medicazione per rimuovere le secrezioni presenti durante il periodo di guarigione. Si possono verificare piccole perdite ematiche e lievi rialzi termici nei giorni successivi all’intervento senza che ciò costituisca motivo di preoccupazione.